In gabbia

In gabbia

lunedì 7 dicembre 2015

In uscita a gennaio il mio ultimo libro dal titolo "In gabbia"



Il libro narra la storia di Maria, una giovane donna del sud emigrata, con il marito Michele e il piccolo figlio Luigi, a Torino in cerca di un lavoro e di un futuro migliore. Purtroppo le sue aspettative vengono ben presto disattese: per vivere Maria è costretta a fare la donna delle pulizie e la sua esistenza è caratterizzata da privazioni e umiliazioni. La vita di Maria diviene rapidamente un incubo a causa dei maltrattamenti di Michele che sfociano gradualmente in una vera e propria violenza fisica e psicologica. Michele, disoccupato cronico, sfoga sulla moglie tutte le proprie frustrazioni fino a quando, spinto dal facile guadagno, entra a far parte di un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga. Da questo momento la vita di Maria diventa insostenibile, costretta a convivere con un marito aguzzino che la costringe anche a fare la prostituta. Le vicende che si susseguono sono altamente drammatiche. L’esistenza della protagonista viene sconvolta e soltanto Massimo, il padre di una compagna di classe di Luigi, poliziotto presso la Narcotici, cerca, anche spinto da un sentimento amoroso, di dare un po’ di sostegno psicologico alla donna. La storia prenderà una piega inaspettata e Maria, privata di ogni forma di giustizia, alla fine sarà costretta ad assumere una decisione sofferta ma inevitabile.   

mercoledì 2 dicembre 2015

Lavoro, questo è il problema



Allora, ieri sono usciti i dati sul lavoro del mese di ottobre dell'Istat. La disoccupazione è scesa all'11,50%, ai minimi storici dal 2012. Per contro la disoccupazione giovanile è aumentata superando il 39%. Inoltre è aumentato il numero degli inattivi, cioè di coloro che non cercano più un lavoro, dato molto negativo e che va a influenzare il dato sulla disoccupazione. Infine, altro dato negativo, è diminuito su base mensile il numero degli occupati, mentre resta positivo il saldo su base annua. Ultimo dato c'è stato un boom su base annua dei nuovi occupati over 50 (+900/mila).
Alla luce di tutto ciò, qualcuno è in grado di spiegarmi se il lavoro in Italia sta andando meglio o peggio, perché io non ci ho capito un benemerito cazzo.