sabato 11 aprile 2015

Andreas Lubitz non era Thor



Andreas Lubitz, mestiere pilota d'aerei, passerà alla storia non solo perché ha deliberatamente fatto schiantare l'aereo che pilotava provocando la morte di 149 passeggeri. Passerà alla storia perché questo tragico evento ha finalmente posto fine alla leggenda che quello tedesco sia un popolo superiore, incapace di commettere errori, un esempio da seguire per i tanto disprezzati popoli soprattutto dell'Europa meridionale, greco, spagnolo, portoghese e anche italiano.
Nell'immaginario collettivo i tedeschi vengono visti come tanti piccoli super eroi della Marvel, come Capitan America, Thor o Iron Man. Macchine perfette più che esseri umani, indisposti a concepire comportamenti diversi dai loro, sempre improntati alla perfezione e alla totale assenza di ogni minimo errore.
Ebbene non è così. 
La triste vicenda di Andreas Lubitz sta portando alla luce una tale quantità di inefficienze e di condotte superficiali, tali da far impallidire eclatanti eventi tragici accaduti nel nostro paese.
Lubitz non poteva volare, ormai è acclarato dopo che sono venuti alla luce tutta una serie di documenti e testimonianze che evidenziavano i suoi problemi psichiatrici e le sue manie suicide.
Nonostante ciò uno dei fiori all'occhiello della potenza germanica, la principale compagnia aerea europea, la Lufthansa, gli ha affidato la guida di un aeroplano con 149 passeggeri, 149 vite che dipendevano solo ed esclusivamente dalle sue capacità di volo e dal suo ferreo stato di salute.
Un errore imperdonabile che ha tanti padri. I medici che avevano in cura il pilota e che non hanno detto nulla, pur conoscendo l'attività del loro paziente, coloro che periodicamente svolgono i controlli sullo stato di salute dei piloti, la Lufthansa, che senza rendersene conto aveva alle sue dipendenze un potenziale kamikaze, una versione moderna degli "Zero" giapponesi. 
Il forte ridimensionamento dell'efficienza e dell'incapacità di sbagliare che questo evento ha urlato al mondo intero della potenza teutonica non mi fa gioire. Forse adesso i tedeschi staranno un po' di più con i piedi per terra senza rinfacciare ai loro partners europei una loro presunta superiorità (purtroppo di antica memoria).
Quindi mi auguro che anche la Merkel smetta i panni della maestrina quando va in giro per l'Europa, imponendo misure economiche durissime che hanno affamato intere popolazioni come quella greca.
Signora Merkel, lei non è un pilota, ma se continua a imporre solo sacrifici e austerità, l'aereo che sta pilotando, ovvero la Comunità Europea, farà la stessa fine di quello di Lubitz.  


 

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