In gabbia

In gabbia

lunedì 30 marzo 2015

Bruciata viva in piazza, ora Farkhunda è diventata l'eroina di Kabul



Accusata ingiustamente di aver bruciato il Corano, è stata assalita da una folla di uomini davanti a un santuario. Ora si scopre che la ventisettenne di Kabul era una colta studiosa di diritto islamico, che aveva denunciato i ciarlatani che vendono amuleti portafortuna ai fedeli più ignoranti. Ed è stata uccisa per questo. 

E' stata uccisa in pieno giorno, pestata da una folla di uomini inferociti, il corpo schiacciato da una pietra pesante. Si è detto di lei che era debole di mente, una poveraccia capitata per caso davanti a un santuario, ingiustamente accusata di aver bruciato il Corano, vittima di un assassinio brutale.
Per la morte della 27enne Farkhunda, avvenuta a Kabul il 21 marzo scorso, sono scese in piazza oltre tremila persone. Molte erano donne, il volto dipinto di rosso a ricordare la sua faccia sfigurata dalle botte. Altre donne hanno portato la sua bara al funerale. A qualche giorno di distanza, una nuova verità emerge: quella di una giovane donna istruita, una studiosa della legge islamica indignata dalle pratiche superstiziose che si svolgevano davanti a uno storico santuario della sua città, uccisa perché disturbava gli affari dei mercanti del tempio.
E' il New York Times a tirare le somme delle indagini avviate a Kabul all'indomani della sua morte e in seguito all'indignazione popolare per l'accaduto: Farkhunda durante una cena di famiglia aveva annunciato la sua decisione di denunciare pubblicamente la vendita di amuleti portafortuna e preghiere da parte dei mullah come atto di superstizione  e contrario all'Islam.
A quanto pare, il suo atto di donna devota e istruita le è costato caro: un uomo ha cominciato a gridare che aveva bruciato il Corano, una folla inferocita le si è radunata intorno, gli uomini hanno cominciato a picchiarla e infine hanno dato fuoco al suo corpo.
Ora molti la considerano un'eroina, una martire del vero Islam. L'uomo che l'ha falsamente accusata di aver bruciato il Corano è in prigione e almeno un'altra ventina tra coloro che hanno partecipato al linciaggio sono in carcere.
Il New York Times riferisce ancora che aveva osato dare ai venditori di amuleti del "mendicante da due rupie" e aveva invitato i fedeli ad andare a pregare in un'altra moschea. Vendicata la sua memoria, resta la paura delle donne di Kabul. Che sanno bene come sia facile morire per strada, solo per aver osato parlare. E aver denunciato, come spesso accade, un "business" nato dall'ignoranza.

domenica 29 marzo 2015

Bonino: ''Andiamo avanti contro questa 'bestiaccia' invadente''




"Quando mi hanno diagnosticato il cancro all'inizio non ho accettato l'idea di essere ammalata. Il privato non è il pubblico, quindi mi è costato dire di essere malata. Poi cita Luca Coscioni. "Dal corpo dei malati al cuore della politica. Io al Quirinale? Era possibile come sorpresa quando mi sono candidata pubblicamente nel 1999. Il mio è un nome che viene sempre tirato in ballo così, per darsi un tono. Però non penso che sia mai stato preso in considerazione seriamente da nessuno dei 1.000 grandi elettori. Non amo dare pagelle ai politici, perché non amo riceverle. Dico solo che l'esperienza non è un demerito. D'accordo sul rinnovamento generazionale, ma essere giovani non è un gran merito, succede, però vorrei segnalare che dura pochissimo.

venerdì 27 marzo 2015

Continua la promozione gratuita di Crime e Pàntaclo Su tutti gli Store!



Su tutti gli Store sta proseguendo la campagna promozionale dei miei ultimi due eBook: "Crime" e "Pàntaclo". Entrambi i libri sono in vendita gratuita senza limiti temporali.
Vista l'importanza dello Store indico solo il link di Amazon, ma, ripeto, i libri li potete trovare ovunque. 

martedì 24 marzo 2015

Non è un videogame



Mi sono chiesto più volte in questi giorni nei quali si sente parlare molto sui telegiornali dei "foreign fighters", ovvero di cittadini occidentali che vanno a combattere in Siria nel nome di Allah, quali siano i motivi o le ragioni che spingono questi giovani ad abbandonare gli agi della vita in un paese occidentale per catapultarsi in una realtà drammatica dove impera la guerra e il terrore. Che cosa spinge un giovane inglese o francese o italiano, che vive nell'epoca dell'iPhone e di Messi, ad abbandonare tutto, la famiglia, i genitori e magari la ragazza per imbracciare un kalashnikov e seminare la morte contro coloro che non la pensano come lui? Io credo che la risposta vada trovata all'interno della nostra stessa incancrenita società. Oggi i giovani non hanno più valori, se non quelli di portare i pantaloni con il cavallo basso e le mutande di marca bene in vista oppure di mettere delle inguardabili scarpe da ginnastica senza lacci. C'è una povertà di ideali che è disarmante e la colpa è anche o forse soprattutto dei genitori che non hanno mai tempo per seguire i loro figli e che quando si accorgono che hanno intrapreso una strada sbagliata è irrimediabilmente troppo tardi. Ma io mi chiedo come si possa diventare jihadista, quindi cultore dell'Islam, quindi cultore di una ben precisa religione, quando  questi ragazzi sono sicuro non hanno mai frequentato luoghi di culto e professato le loro religioni originarie. Che cosa ha di particolare la Jihad tanto da attirare dei giovani a combattere nel suo nome quando probabilmente questi stessi eroi non conoscono la differenza tra un libro di cucina ed il Corano. La risposta va trovata nella ricerca delle emozioni e dell'adrenalina. Questi ragazzi ammuffiti che passano il loro tempo al bar o a cazzeggiare in qualche centro commerciale, hanno bisogno di emozioni, ma di emozioni forti che neanche più le pasticche o la cocaina sono in grado di soddisfare. E allora partono, partono con il preciso intento di uccidere altri esseri umani, magari sgozzandoli, la più stratosferica delle emozioni. E non importa se lo fanno in nome di Allah, o di Budda o di Krishna: l'importante è farlo. E questo li fa sentire forti, invincibili, vivi ma pronti a morire, un'altra emozione fortissima.
Sono i nuovi mercenari, ma non al soldo di qualcuno. A loro basta vivere in prima persona uno dei tanti giochi di guerra imparati alla play station.
Non sono più ragazzi svaccati sul divano a guardare stronzate alla televisione, dei quali non gliene frega un cazzo a nessuno. Loro ora sono i "foreign fighters".

Pedofilia, Papa Francesco all'attacco



L'impegno di papa Francesco contro la pedofilia all'interno della Chiesa prosegue senza sosta. Il Pontefice lo ribadisce in una lettera ai superiori degli istituti religiosi e ai presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, confermando che non sarà abbassata la guardia su questo fenomeno: "Non c'è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori". Poi sottolinea come la tendenza che ha caratterizzato la Chiesa nel passato di tenere i casi nascosti per evitare scandali sia da respingere: "Non potrà, pertanto, venire accordata priorità - spiega - ad altro tipo di considerazioni, di qualunque natura esse siano, come ad esempio il desiderio di evitare lo scandalo".
"Le famiglie - scrive Francesco - devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perchè è una casa sicura". E invita vescovi e sacerdoti ad incontrare le vittime degli abusi: "Un dovere assoluto dei pastori". Il papa esorta vescovi e sacerdoti ad appoggiarlo nel "continuare a fare tutto il possibile per sradicare dalla Chiesa la piaga degli abusi sessuali sui minori e aprire una via di riconciliazione e di guarigione in favore di coloro che sono stati abusati".
Il Pontefice spiega nella lettera che "l'incontro con alcune persone che hanno subito abusi sessuali da parte di sacerdoti mi ha offerto l'occasione di essere diretto e commosso testimone dell'intensità delle loro sofferenze e della solidità della loro fede" e ripercorre nel testo l'iter che lo ha portato ad istituire la Commissione per la protezione dell'infanzia, da lui affidata al cardinale Sean O'Malley e della quale fanno parte anche due vittime di abusi.
Per fare pulizia ed evitare che in futuro si ripetano abusi sessuali, papa Francesco chiede di "vigilare con attenzione affinchè si dia piena attuazione alla Lettera circolare emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 3 maggio 2011 per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare linee-guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici". La lettera, inviata quando c'era ancora Ratzinger sul Soglio di Pietro, spiega la procedura da seguire in caso di abusi sessuali di sacerdoti su minori. Il documento ricorda che "la responsabilità nel trattare i casi spetta in un primo momento ai vescovi o ai Superiori Maggiori" e, se dopo un'indagine le accuse vengono ritenute credibili, il caso deve essere deferito alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Inoltre ricorda che le indagini devono essere condotte "con il dovuto rispetto nel proteggere la riservatezza delle persone coinvolte e con la debita attenzione alla loro reputazione". Poi impegna le autorità ecclesiastiche ad offrire "assistenza spirituale e psicologica alle vittime" e dispone che "venga escluso il ritorno del chierico al ministero pubblico se detto ministero è di pericolo per i minori o di scandalo per la comunità".


Davide contro Golia



Sono ore d'ansia presso le Cancellerie europee. Si stanno svolgendo le trattative sulla Grecia e il loro risultato potrebbe causare degli effetti sui mercati finanziari allo stato attuale imprevedibili. Dando per scontato che la Merkel non accetterà mai le condizioni poste dal "comunista" Tsipras, bisognerà capire quale sarà il contenuto dell'eventuale accordo tra i due capi di Governo.
Lo scenario più temuto dai burocrati di Bruxelles alla vigilia delle elezioni greche, ossia una vittoria schiacciante di Tsipras che gli consentisse di imporre alla Troika un drastico ridimensionamento del debito greco e un altrettanto drastico ridimensionamento dei sacrifici e delle misure di politica sociale subite in questi anni per potere ottenere la stratosferica cifra di 200 miliardi di euro per evitare il default, per loro fortuna non si è avverato.
Parliamoci chiaro. Io tifo per Tsipras e spero che, al di là degli inevitabili proclami elettorali che avevano lo scopo di arrivare alla pancia della gente, il politico greco abbia realmente la capacità e la forza per imporre alla Merkel almeno in parte le sue condizioni.
Quello della Grecia è senz'altro l'esempio più eclatante del fallimento dell'adozione della moneta unica in Europa. E' stato un atto scellerato quello di integrare nell'area Euro Paesi politicamente, economicamente e finanziariamente così diversi tra di loro. Non si può paragonare la Germania o l'Olanda con la Grecia e il Portogallo e purtroppo anche con l'Italia. Si sono imposte regole univoche e comuni a Paesi distanti anni luce tra di loro. E questi sono i risultati. Ma poi quello che è veramente grottesco è che i Ragionieri Filini della Commissione Europea, così pronti a fare le pulci su ogni provvedimento economico degli Stati membri, hanno accolto a braccia aperte la Grecia nella moneta unica senza minimamente accorgersi che i conti all'epoca presentati dal Governo Ellenico erano clamorosamente taroccati. Quando se ne sono accorti, era ormai troppo tardi e i poveri cittadini greci hanno iniziato a subire le pesanti rappresaglie rappresentate da provvedimenti economici tutti "lacrime e sangue".
Ecco la ragione per la quale tifo per Tsipras. I cittadini Greci non hanno colpe e non è giusto che paghino per l'idiozia e il suicidio economico dei loro governanti. Se Tsipras riuscirà ad aprire un pertugio nel Fort Knox di Bruxelles, forse avremo tutti una speranza che l'Unione capeggiata dalla Merkel abbandoni, almeno in parte, l'austera politica economica fatta di numeri non negoziabili e apra invece la via a misure economiche sostenibili e finalizzate allo sviluppo e alla creazione di nuovi posti di lavoro. 

lunedì 23 marzo 2015

Non chiamiamoli terroristi



Oggi la mia città è in lutto. Torino piange le sue due vittime, Antonella Sesino e Orazio Conte, barbaramente uccisi pochi giorni fa in Tunisia dalla follia omicida di alcuni appartenenti all'Isis.
Ecco è su come chiamare gli adepti di questa organizzazione dedita al massacro e alle esecuzioni indiscriminate di occidentali che vorrei spendere due parole. Vengono genericamente definiti "terroristi", forse perché la lingua italiana (bisognerebbe chiederlo a qualche appartenente all'Accademia della Crusca) non è in grado di esprimere un termine ancora più negativo, più nefasto, più dispregiativo che il semplice "terroristi".
Ma questi fanatici, a mio parere, non sono semplici "terroristi", sono ben di peggio.
Noi europei sappiamo molto bene cos'è il terrorismo. L'abbiamo provato sulla nostra pelle negli anni '70, con "Prima Linea", "Le Brigate Rosse", "La Baader Meinhof", l'"ETA".
Ma questi erano movimenti fortemente politicizzati ed avevano una ideologia, folle quanto si voglia, ma ce l'avevano. Il loro obiettivo era la distruzione dello stato costituito e democratico a favore di una sorta di dittatura del proletariato, l'eliminazione sistematica degli esponenti più rappresentativi di quello stesso Stato costituito, per indebolire la democrazia e le istituzioni. Lo stesso sequestro di Aldo Moro è stata un'operazione politica, la dimostrazione di onnipotenza del movimento che prima di assassinare il grande statista, lo ha utilizzato per fiaccare le difese degli organi democratici, mettendo gli uni contro gli altri, chi voleva trattare con i terroristi contro chi invece non intendeva cedere. Oggi si può dire con il senno di poi che quella fu un operazione politico/militare perfetta, che mise in ginocchio uno Stato debole e imbelle a rispondere con la dovuta fermezza e unità alle BR.
Ma questi macellai dell'Isis che disegno politico hanno? Quale è il loro obiettivo, oltre quello di uccidere il maggior numero possibile di occidentali? Oltre quello di spargere terrore e paura in una vasta area del nord Africa. Semplice. Non c'è nessun disegno politico, nessuna base ideologica del movimento, nessun reale obiettivo da raggiungere. Solo uccidere, uccidere e ancora uccidere. Nel modo più plateale possibile.
Cerchiamo nel vocabolario italiano o inventiamolo di sana pianta un nuovo termine che descriva compiutamente questi esseri al cui cospetto "i terroristi", per come li conosciamo noi, sono dei semplici ladri di banane.     

domenica 22 marzo 2015

I "Minorati PD"



Sono ormai mesi che imperversano su tutti i telegiornali notizie e servizi su quella che ormai è passata alla storia come la "Minoranza PD". Un manipolo di falliti che ha portato il partito al minimo storico nelle ultime Elezioni Politiche (25%), che ha governato per anni dimostrando incapacità e totale inettitudine nel reggere il confronto con il grande nemico "Silvio Berlusconi" che infatti, senza troppa fatica li ha umiliati, spazzandoli via dalla scena politica uno a uno.  
Ora che il PD è saldamente nelle mani di Renzi che lo ha portato ad ottenere quasi una percentuale bulgara nelle ultime Elezioni Europee, questi signori, che non riescono a farsi una ragione della loro sconfitta politica emersa democraticamente nell'ultimo Congresso, continuano imperterriti a contestare i provvedimenti del Governo, minacciano non si sa bene cosa, cercano disperatamente di non finire nell'anonimato riunendosi quasi ogni giorno per dire sempre le stesse cose, come se non si rendessero conto di essere il principale partito di Governo. Bersani, Fassina, Cuperlo, Bindi, nomi che fanno accapponare la pelle per come hanno ridotto il partito nel febbraio 2013. Ecco questi a mio parere non rappresentano la "Minoranza PD", ma i "Minorati PD". Minorati perché le lancette dei loro orologi sono rimaste ferme a più di un anno fa, prima che Renzi diventasse Presidente del Consiglio. Minorati perché continuano imperterriti a proporre soluzioni ad esempio in materia economica che sono ferme all'età della pietra. Minorati perché invece che appoggiare "senza se e senza ma" un governo il cui Presidente del Consiglio è il loro Segretario, lo provocano continuamente, minacciando di non votare provvedimenti importanti, comportandosi alla stregua di una opposizione. Minorati perché dimostrano di non avere assolutamente il polso del partito in mano. Affermano che c'è vasto disagio nell'elettorato del PD in questo momento, per le politiche messe in atto ultimamente dal governo. Ma tutti i sondaggi indicano il PD nettamente come primo partito con percentuali del 38/39%. Ma dove è allora questo disagio? E' nel loro cervello, sono loro ad essere disagiati perché hanno capito che il loro tempo è finito e che Renzi andrà avanti come un caterpillar infischiandosene delle loro minacce.
Da ultimo nella riunione che si è tenuta ieri è intervenuto anche Sua Eminenza, il principale responsabile del disfacimento del PD prima dell'avvento del Sindaco di Firenze: Massimo D'Alema.
Per dimostrare quanto siano "minorati" questi esponenti cavernicoli, D'Alema ha avuto il coraggio di affermare che Renzi sta guidando il PD "con arroganza".
E' incredibile, non credevo alle mie orecchie. L'uomo politico italiano più arrogante degli ultimi 30 anni che accusava Renzi dello stesso atteggiamento.
Un'ulteriore prova della bontà del titolo del mio articolo.     

sabato 21 marzo 2015

Un uomo solo al comando



Sono rimasto molto colpito dalle parole espresse pochi giorni fa da Papa Francesco, quando ha affermato di ipotizzare per se stesso un orizzonte temporale di vita molto breve, massimo due o tre anni.
I mass media hanno perlopiù etichettato questa "profezia" come una battuta, un tentativo un po' macabro del Santo Padre di scherzare sul proprio conto. D'altra parte, pare, che non sia la prima volta che il Papa si lasci andare a "battute noir". A giugno durante un colloquio con alcuni giovani della diocesi di Roma nei Giardini Vaticani, avrebbe scherzato a proposito dell'aspetto "definitivo" dell'incarico papale.
Niente di particolare, allora direte voi. Un semplice "coup de théatre".
Io non ne sarei così sicuro. Papa Francesco sta combattendo una battaglia senza eguali nella centenaria storia pontificia. E' un Papa "borderline", al di fuori di quelli che sono i canovacci tradizionali della tradizione pontificia. E la Curia Romana, del tutto impreparata, sta arrancando, tentando di stare al passo della sua Somma Guida.
Ed è per questo che mi piace immaginare Papa Francesco come Coppi alla conquista di una cima alpina o pirenaica durante un Tour de France.
"Un uomo solo al comando". Francesco come Coppi è in fuga solitaria sui tornanti del Tourmalet, con un vistoso vantaggio sul gruppo degli inseguitori capeggiato dai più alti prelati della sua Curia.
Se la storia verrà rispettata non lo prenderanno e Francesco/Coppi trionferà.
La profezia del Santo Padre però non è da sottovalutare. 
Mi auguro che in Vaticano la malaria sia stata definitivamente debellata.       

venerdì 20 marzo 2015

L'ultimo ululato



Trovo che quella che ha travolto l'ormai ex ministro Maurizio Lupi sia l'ennesima triste vicenda che ormai da un po' di tempo a questa parte sta coinvolgendo i nostri amati politici di destra, di sinistra e di centro. Adesso viene quasi da dire: avanti un altro.
Noi cittadini, ci siamo talmente abituati al malaffare, alle menzogne, ai ladrocini dei nostri rappresentanti politici, che quasi non proviamo più né rabbia né nausea per quello che la cronaca ormai giornaliera ci vomita puntualmente all'ora di pranzo.
Ma veniamo nello specifico. Quali sono le colpe di Lupi, che devo onestamente dire io ritenevo uno dei pochi esponenti politici del centrodestra con una testa pensante, come poi i fatti hanno dimostrato con il suo allontanamento da Forza Italia e l'approdo in NCD.
Ha semplicemente raccomandato suo figlio a un faccendiere, che naturalmente ha subito esaudito la richiesta di lavoro, per non parlare dell'accettazione sempre da parte di suo figlio in dono di un Rolex da 10.000 euro.
Vogliamo dirla tutta. In questi anni abbiamo visto ben di peggio, con quasi tutti i consiglieri regionali italiani indagati per aver utilizzato fondi dei partiti a proprio uso e consumo, anche per comprarsi le mutande. 
Essendo l'asticella della qualità e quantità del malaffare salita vertiginosamente con il passare del tempo, devo dire che tutto il can can che i pagliacci di Grillo hanno sollevato contro Lupi mi è sembrato financo eccessivo.
Ma qui è intervenuto un evento che si è rivelato un boomerang per Lupi e ne ha decretato l'affossamento.
LA MENZOGNA.
Lupi ha mentito, coscienziosamente, ai cittadini italiani. Ha affermato in Parlamento, nel luogo dove massimo dovrebbe essere il rispetto nei confronti del popolo italiano, di non aver mai raccomandato suo figlio. Versione puntualmente smentita dalle intercettazioni telefoniche.
Invece di scusarsi e fare ammenda, ha spudoratamente mentito, dissolvendo in un istante quel piccolo sentimento di perdono che io ero disposto a concedergli.
Per Lupi, l'ultimo ululato è stato fatale.

giovedì 19 marzo 2015

Pàntaclo vive !



La stesura del mio libro "Pàntaclo" è finita da un pezzo e il libro è stato pubblicato già da tempo, ma purtroppo, come da me segnalato già nelle scorse settimane nella sinossi dell'eBook, la storia non è ancora finita. Il libro si sta auto alimentando da solo e io non posso aggiornarlo come se fosse su Wikipedia.
Perché dico questo. Perché ieri l'attentato di Tunisi ha riportato alla ribalta le mie tesi che gli ultimi attacchi effettuati dall'Isis abbiano un filo logico, non prevedibile, ma che ha un comune denominatore: i numeri. E' innegabile che la Setta che nella mia storia prepara l'Avvento dell'Anticristo, oggi si possa tranquillamente paragonare al movimento jihadista.
Dopo Parigi e Copenaghen, ecco Tunisi. Perché affermo che anche l'attentato di Tunisi si inquadra perfettamente nel disegno malefico? Semplice. Il giorno dell'attentato è il 18. 8-1 = 7. La data dell'attentato è il 18/03/2015. 18+3+8 (2015) = 29.  9-2 = 7.
Ora gli scettici non potranno accusarmi di andare a cercarmi appositamente gli eventi per cercare di trovare le combinazioni numeriche che fanno al caso mio. Gli eventi stanno accadendo, sono reali, sono cronaca dei nostri giorni, e il Male è più forte che mai che si chiami Setta del Pàntaclo (fantasia) o Isis (realtà).
Speriamo che il gesto coraggioso di Papa Francesco di indire una Anno Santo Straordinario durante un epoca di violenze e di diffusa anticristianità, abbia la forza di calamitare le forze del bene per sradicare una volta per sempre il maligno.        

mercoledì 18 marzo 2015

Italietta !



Come si diceva ai tempi degli antichi romani, mentre a Roma si discute, Sagunto cade.
Mi è venuta di getto questa equiparazione, paragonando purtroppo a Sagunto i nostri eroici Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Mentre i nostri politici continuano a parlare a vanvera cercando di risolvere la questione con l'intervento delle Istituzioni Internazionali, i nostri ragazzi continuano ad attendere non si sa bene cosa.
Latorre è fortunatamente in Italia, ma non in vacanza, semplicemente perché si sta curando per problemi cardiaci (con obbligo a breve di rientro in India), mentre Girone sta marcendo in quel paese di beoti.
Un paese che sarà anche la seconda economia emergente nel mondo dopo la Cina, ma che sta dimostrando di essere governata da cavernicoli che non hanno la più pallida idea di cosa sia la giustizia e l'umanità. Per non parlare dell'ipocrisia che ammanta tutta questa lurida storia. I governanti indiani che se ne sono sempre sbattuti altamente i coglioni dei poveri che sono ancora milioni nel loro paese, adesso mostrano i muscoli perché, a loro dire, i nostri Marò avrebbero ucciso due pescatori. Ma da quando ai politici indiani interessa il destino dei loro pescatori?
Questa è una sporca faccenda, dove dobbiamo prima o poi toglierci i guanti.
Basta sperare nell'UE, basta sperare nell'ONU, basta appellarsi, anzi umiliarsi davanti alle autorità indiane che stanno continuamente decidendo di non decidere.
BASTA PAROLE!
Latorre in primo luogo non si deve muovere dall'Italia, non oso pensare il contrario.
Per quanto riguarda Girone, deve partire Renzi in persona, andare in India e dire a chiare lettere "me lo riporto a casa, il processo lo faremo in Italia. Volete impedirlo, allora dovete fermare anche me".
A quel punto, scoppierebbe un caso diplomatico, ma chi se ne frega. L'importante è riportare Girone in Italia. Se Renzi facesse una cosa del genere, avrebbe il mio voto per i prossimi 20 anni, a prescindere.
Purtroppo dubito che accadrà ciò e rimpiango di non essere americano. Gli Americani i loro ragazzi se li vanno a prendere dopo 24 ore, non dopo tre anni        

martedì 17 marzo 2015

#ELTONJOHNSTAISERENO !



Vendola dopo il caso D&G: "Tra due mesi sposo Ed e penso alla paternità"


Il leader di SEL si confida al settimanale "CHI" e risponde a distanza alla polemica sulla famiglia tradizionale suscitata dalle frasi degli stilisti che hanno tanto fatto infuriare la stella inglese del rock Elton John.




domenica 15 marzo 2015

исключен !



Oggi è una giornata plumbea, pioviggina e fa freddo. Di sicuro il clima non mi aiuta a superare l'incazzatura per quello che mi è successo ieri. Vi chiederete che cosa c'entra Stalin con questo post e soprattutto cosa significhi il titolo del post medesimo scritto chiaramente in russo. Ebbene, l'ingombrante presenza del dittatore bolscevico la chiariremo strada facendo. Per quanto riguarda il titolo significa semplicemente: Cancellato, espulso !
Eh sì, perché dopo ripetuti e vani tentativi sono finalmente riuscito a farmi sbattere fuori dal Forum Simplicissimus Book Farm. 
I miei rapporti con i moderatori non sono mai stati idilliaci (ammetto che io sono piuttosto propenso alla polemica). In particolare ce ne sono due, uno che ha per nickname una lettera dell'alfabeto greco (ma che dubito abbia mai studiato tale lingua), l'altro che ha un nickname che richiama alla memoria la battaglia di Little Bighorn dalla parte degli Indiani. Abbiamo avuto diversi scambi di opinioni sulla interpretazione delle regole del Forum, chiare forse o forse no neppure ai moderatori stessi che le hanno create.
Allora partendo dall'assunto che è lecito che un Forum abbia delle regole, è altrettanto lapalissiano che tali regole debbano essere comprensibili, semplici e soprattutto valide allo stesso modo per tutti.
E' stato stabilito che, onde evitare continui rimandi degli autori, fossero accettabili solo "gli UP (ma perché non parlare in italiano?) non fini a se stessi".
Capite che una regola di tal senso lascia ai moderatori una discrezionalità mostruosa. Infatti sono iniziate le cancellazioni. Le ho tollerate tutte, ma una no.
Il 13 marzo il mio eBook "Pàntaclo" è diventato gratis, grazie a una variazione di pubblicazione. Una notizia molto importante per i lettori. Un libro a pagamento diventava gratuito. Quale UP meno fine a se stesso se non questo?
Nulla da fare. UP cancellato senza alcuna motivazione.
L'ho reinserito, pensando ad un errore. Cancellato nuovamente.
A quel punto mi sono intestardito e utilizzando l'account di mia sorella l'ho nuovamente inserito. 
E qui si giustifica l'immagine di Stalin. 
Con un metodo puramente stalinista non solo i nostri amici moderatori hanno cancellato i miei rimandi, ma hanno fatto tabula rasa di tutto quello che aveva a che fare con la mia persona. Espulso il sottoscritto, espulso il clone (che era poi mia sorella), espulsa una certa Cristina65 che non so neppure chi sia. Mi hanno bloccato tutti gli accessi, trattandomi da mentecatto.
Comunicazioni: nessuna
Motivazioni: nessuna
Contraddittorio: nessuno.
Detto sinceramente, a me non me ne frega un cazzo, ma ne faccio una questione di prestigio. Odio l'ingiustizia, l'arroganza, il sentirmi dire da ragazzotti che avranno da non molto tempo finito di bere il latte, cose che non si permette di dirmi neppure mia moglie.
Ma io sono abituato a battagliare. Nella battaglia mi esalto. Vediamo cosa riesco questa volta a tirare fuori dal mio cilindro.  
Per concludere consiglio ai miei amici moderatori di leggere un piccolo libretto. Non è recente ma ha il dono di essere sempre attuale. Si intitola "La Costituzione Italiana".

venerdì 13 marzo 2015

Da oggi "PANTACLO" gratis su tutti gli Store !



Una NUOVA notizia importantissima.
Ho ritirato "Pàntaclo" da KDP Amazon e l'ho ripubblicato con YOUCANPRINT.
Il risultato? Da oggi il libro è in vendita gratuita su tutti gli STORE, a tempo indeterminato.
Per ora il libro è disponibile su:


Nel corso di qualche giorno il libro sarà disponibile anche su tutti gli altri Store.
 
Perché ho preso questa decisione? Per un semplice motivo. Questa è la versione originaria di "Pàntaclo" e non quella rivista e riadattata inserita nel mio ultimo romanzo "Crime". Per cui chi volesse leggere la prima stampa di "Pàntaclo" può farlo gratuitamente. 

Buona lettura !


martedì 10 marzo 2015

Soddisfazioni...


Sì, lo ammetto è una picolla/grande soddisfazione vedere il mio eBook "Thriller Trilogy" in testa, ormai da diversi giorni, nella TOP 10 Generale di MediaWorld. Avere alle spalle autori ben più blasonati di me mi inorgoglisce e allo stesso tempo mi spinge sempre di più a proseguire nella mia attività editoriale. 
Ovviamente un sincero ringraziamento a tutti i lettori che hanno creduto in me e nel mio libro.

lunedì 9 marzo 2015

L'ex tesoriere che ora fa il caffè



La seconda vita di Francesco Belsito.
L’ex tesoriere della Lega, inquisito, gestisce un bar a Genova

Davanti alla sua gelateria, l’altra mattina, li ha visti sfilare tutti. Leghisti noti e meno noti, il segretario Salvini e il candidato governatore Rixi in testa. E lui lì, al bancone dei bignè e delle sfogliatelle, oppure dietro alla cassa.  
Il giorno dopo, Francesco Belsito, giura di non aver provato, nemmeno per un istante, la tentazione di uscire e seguire il popolo della Lega al Teatro della Gioventù che è a due passi dal Balilla, bar simbolo della city: il locale nel quale Belsito è entrato come socio, all’inizio della sua seconda vita, dove l’unico verde è quello dei coni al pistacchio e dello sciroppo alla menta.  
«No, non ho provato nemmeno per un attimo il desiderio di uscire per ascoltare il comizio, sarebbe stato come un salto indietro nel tempo - dice - fino a un passato che non mi appartiene più. Il mio presente adesso è qui, in questo bar». 
Belsito giura di non voler parlare. Ma (di fronte all’impegno di mettere per qualche minuto da parte le vicende giudiziarie sui diamanti e sui rimborsi elettorali allegri attorno a The Family) segue il cuore e si lascia andare. Riepilogando: Salvini, non è entrato nemmeno per un salto o per un caffè? «No». Rixi, che è sempre stato suo amico? «Nemmeno, non erano tenuti a farlo e politicamente forse era giusto così. Però militanti sì, parecchi sono venuti. E a chi mi ha chiesto un parere ho detto che Salvini sta facendo un buon lavoro». Certo, lei rappresenta una parte consistente della storia della Lega. «Lo so».  
Ogni stagione ha i suoi simboli, l’ampolla dell’acqua del Po di Bossi, col trascorrere degli anni, ha lasciato il posto ai diamanti della Tanzania e ai lingotti d’oro di Belsito, poi alle ramazze di Maroni, ora alle felpe di Salvini. Ma guai a fermarsi alle apparenze: dietro all’ampolla (e ai diamanti e alle ramazze e alle felpe) c’è molto di più. Nel bene e nel male. 
«Ho scelto da tempo di non parlare di queste cose, è una mia decisione e non cambio certamente idea. Perché tutto ciò che è legato alle vicende giudiziarie lo affido ai miei avvocati e il resto ce l’ho nel cuore, è una cosa privata». Va bene. Ma cosa pensa di Salvini, che le ha fatto un regalo non piccolo, visto che la Lega ha rinunciato a chiederle un risarcimento milionario? «Sta facendo quello che è giusto, cavalcando il malcontento della gente che non ne può più. Il futuro della Lega è lui». 
Per Belsito la Lega è qualcosa che appartiene a un’altra epoca, lui stesso è il passato, però è un passato scomodo. «Quando la vicenda processuale sarà finalmente conclusa, scriverò un libro», promette. O minaccia. 
E cosa dice di Rixi, il candidato della Lega alla guida della Liguria (un tempo suo amico)? «Spero che possa fare bene, certo il suo programma elettorale non lo conosco. E il programma, per un candidato, dovrebbe essere la cosa più importante. Sbaglio?». Probabilmente no, non sbaglia. E pazienza se nell’altra vita di Belsito, quando Bossi era ancora il senatùr non sempre le campagne elettorali si basavano su proposte concrete e progetti.  

«Mi auguro che Rixi ce l’abbia almeno nella testa, un programma. Ma adesso proprio devo andare, qui si lavora». Tra gelati al pistacchio e caffè lisci o politicamente corretti, la seconda vita del tesoriere Belsito è tra la cassa e il banco di un bar. La terza, quella da scrittore (per ora solo annunciata) fa già paura a qualcuno. 

sabato 7 marzo 2015

8 marzo, Festa delle Donne



Forse non ho studiato abbastanza. Sto ancora cercando di capire cosa pensano le donne a proposito della Festa a loro dedicata. 
Certo, un po’ è come San Valentino: sembra più una giornata volta a far festeggiare fiorai e ristoratori, piuttosto che le donne stesse.
E poi, perché una Festa della Donna? Non sono sicuro che le Donne si sentano davvero pari all’uomo. Non è dimostrazione di parità il fatto che si riuniscano in branchi per andare a sghignazzare al pub, dove le aspetta lo spogliarellista col capello unticcio pronto a farsi infilare dieci euro nell’elastico del – mio Dio – tanga.
Ma d’altronde, di dimostrazioni di parità ce ne sono ben poche.
Non è parità quando vai al lavoro e vieni pagata meno anche se svolgi  la stessa mansione di un uomo.
Non è parità quando per strada, sull’autobus, nei supermercati vieni assalita – sì, dico assalita – da attenzioni non richieste, occhiate viscide ed indesiderate, mani che vagano qua e là approfittando di una vicinanza che non può essere evitata.
Non è parità quando non puoi andare in stazione alle undici di sera se indossi una minigonna.
Non è parità se vieni aggredita e qualcuno pensa che sotto sotto tu “te la sia andata a cercare”.
Non è parità nemmeno se ti dicono “E però il buon senso, ragazze…” sottintendendo che in un certo modo NON TI PUOI PROPRIO VESTIRE se no…vedi sopra.
Non è parità se quando cerchi lavoro ti chiedono qual è la tua situazione sentimentale e se intendi fare figli (e sia chiaro che se li vuoi, il lavoro non lo avrai).
Non è parità se quando lavori otto ore, poi a casa devi andare avanti per altre sei, perché . Perché è compito tuo. Perché se no non sei una buona compagna.
Queste sono solo alcune cose che mi vengono in mente, da un elenco che sarebbe molto più lungo.
Ai miei colleghi uomini dico: sì, portatele un mazzetto di mimose. Ma più ancora, pensate che siete privilegiati, anche se di tali agevolazioni neanche vi accorgete perché, semplicemente, è sempre andata così. 
Alle donne invece faccio gli auguri. E le ringrazio per tutto quello che fanno e non si accorgono nemmeno di darci.

venerdì 6 marzo 2015

Da oggi "CRIME" gratis su tutti gli Store !



Una notizia importantissima.
Ho ritirato "Crime" da KDP Amazon e l'ho ripubblicato con YOUCANPRINT.
Il risultato? Da oggi il libro è in vendita gratuita su tutti gli STORE, a tempo indeterminato.

Per ora il libro è disponibile su:

STORE IN CUI IL LIBRO E' GIA' IN VENDITA

Nel corso di qualche giorno il libro sarà disponibile anche su tutti gli altri Store.
A questo punto tocca a Voi lettori cogliere questa opportunità relativa a un libro al quale io tengo moltissimo e che si può considerare come la sintesi della mia attività editoriale.
Un caro saluto a tutti.

giovedì 5 marzo 2015

Grazie e ancora grazie !


Questa mattina ho appurato che il mio appello lanciato il 3 marzo è stato recepito alla grande. Infatti oggi "Thriller Trilogy" è al secondo posto nella TOP TEN generale di MediaWorld e al primo nella sezione "Gialli e thriller".
Che altro dire se non un grazie di cuore a tutti i lettori.

Come rimpiango Bossi...


Premetto che non sono un leghista e dubito fortemente che mai lo sarò. Quando però alla guida del partito c'era Umberto Bossi, la linea politica perseguita dalla formazione era abbastanza chiara. Collocamento nel centrodestra, ma senza alcuna deriva fascistoide. Anzi si può dire che la Lega fosse senz'altro un partito moderato, nonostante le uscite scissionistiche e talvolta xenofobe, che facevano però più parte del bagaglio demagogico e populista dei singoli esponenti del partito, primo fra tutti il simpaticissimo Borghezio.
Bossi non si sarebbe mai alleato con i fascisti, basti ricordare i suoi rapporti non proprio idilliaci con Gianfranco Fini.
Ma ora cosa è la Lega (ammesso che di un sol partito si possa parlare, visto l'andazzo in Veneto dove Tosi è perennemente in contrasto con i vertici della Lega stessa)?
Salvini è ossessionato da Renzi, del quale cerca disperatamente di imitare gli stessi mezzi comunicativi e sta portando il partito sempre più a destra, prima strizzando l'occhio a Marine Le Pen e poi addirittura facendo manifestazioni assieme a CasaPound.
Questo è veramente incredibile e credo che molti leghisti della vecchia generazione non riescano a capire, come forse non lo capiamo realmente noi stessi, quale sia il reale disegno politico di Salvini.
Un fatto è certo. Da quando Salvini guida il partito, c'è un assordante silenzio. 
Quello del vecchio capo. Il Senatur.     

martedì 3 marzo 2015

Thriller Trilogy



Buongiorno a tutti.
Chiedo un piccolo favore a chi fosse intenzionato ad acquistare il mio eBook "Thriller Trilogy" in formato epub.
Acquistatelo su MediaWorld - Net Ebook. Perché? Semplicemente perché su quello Store è da 8 mesi che il libro è nella TOP TEN e mi piacerebbe battere tutti i record relativi alle vendite dei libri degli autori auto-pubblicati.
Comunque in ogni caso grazie.

lunedì 2 marzo 2015

Chi è il mandante dell'omicidio Nemzov?



Nemzov, il giallo delle telecamere spente. La fidanzata: “Mi vietano di andare al funerale”

II sistema video sarebbe stato guasto. Il Comune smentisce. Ma le immagini non ci sono.

Il giorno dopo la grande manifestazione dell’opposizione a Mosca spunta un giallo che riguarda le telecamere di sorveglianza nella zona del delitto che secondo alcuni giornali russi erano spente perché «in riparazione».  
Il Comune di Mosca smentisce ribadendo che i sistemi funzionavo. Ma da quando, nella tarda serata del 27 febbraio, Nemzov è stato freddato da quattro colpi di pistola sul ponte Bolshoi Moskvoretski, è stato pubblicato solo un video (di scarsa qualità) delle registrazioni effettuate dalle telecamere di sorveglianza, da un punto in cui l’assassino rimane coperto per la maggior parte del tempo da un mezzo definito uno «spazzaneve».  
Molti giornalisti a Mosca hanno ricordato sui social network che anche solo effettuare delle riprese professionali da quel ponte, fa scattare l’arrivo della polizia in pochi secondi, che chiede permessi e autorizzazioni. Ma dopo l’assassinio di Nemtsov gli agenti hanno impiegato 10 minuti ad arrivare. Poche ore dopo la diffusone del video, sul canale Tvc, un ex fotografo dell’agenzia Tass, Mitya Aleshkovski, ha pubblicato su Twitter la foto di una telecamera direzionata «esattamente verso il luogo dell’omicidio», ma delle cui riprese non si ha notizia per ora. 
Intanto Anna Duritskaya, la giovane modella ucraina che si trovava in compagnia del compagno Boris Nemzov ha riferito di aver fornito la sua testimonianza e di non capire perché gli investigatori non le consentano di ripartire per l’Ucraina. La Duritskaya ha raccontato che gli investigatori la trattengono per motivi di sicurezza. Domani, ha aggiunto, non sarà in grado di partecipare ai funerali del compagno: «Non posso uscire, probabilmente non andrò». «Ora ho lo status di testimone. Ho dato tutte le possibili testimonianze e non capisco perché sono ancora nel territorio della Federazione russa», ha spiegato in una intervista alla tv indipendente Dozhd, sostenendo di voler rimpatriare per vedere la madre malata.  
Intervistata dalla tv indipendente Dozhd, la giovane modella ucraina ha sostenuto di non aver visto il killer del suo compagno. «Non so da dove è uscito l’assassino. Non ho visto perché tutto è successo alle mie spalle», ha spiegato. «Quando mi sono girata, ho visto solo un’auto bianca, ma non ho visto la marca o la sua targa. Non ho visto l’assassino entrare nella vettura». La donna ha aggiunto di non aver notato se erano pedinati. La donna ha escluso anche la gelosia tra i moventi dell’omicidio del suo compagno. «Non credo possa essere questa la ragione», ha detto, aggiungendo che né lei né Nemzov avevano ricevuto minacce di questa natura.  
Intanto la Corte russa ha negato al blogger anti-Putin Alexiei Navalni, che sta scontando 15 giorni di carcere per disturbo della quiete pubblica, di partecipare domani ai funerali dell’oppositore Boris Nemzov. Secondo i giudici, Navalni non ha diritto perché non è un parente né ha presentato circostanze esclusive.  

La crisi dell'auto è finita?

 

Auto, la ripresa continua: a febbraio +13,2%
Il gruppo Fca meglio del mercato: le immatricolazioni balzano del 13,47%
 
La ripresa dell’auto continua. A febbraio le immatricolazioni hanno fatto registrare un balzo del 13,2%. Il gruppo Fca ha fatto meglio del mercato: le consegne sono state 37.789, in aumento del 13,47% sullo stesso mese del 2014, e la quota del gruppo presieduto da John Elkann e guidato dall’ad Sergio Marchionne è salita dal 28% al 28,06 per cento. Si tratta del miglior risultato degli ultimi cinque anni. Boom per Jeep, quasi 2.500 consegne (+290,6%) e quota all’1,8%, in crescita dell’1,3%.  
A spingere verso l’alto i risultati di Fca sono stati sia i modelli che da tempo dominano le vendite in Italia (500, 500L, Panda), sia le novità lanciate da poco, come la 500X e la Renegade, ormai stabilmente le più vendute del loro segmento.
«La crescita del mercato italiano è coerente con l’andamento positivo del mercato dell’Unione Europea, che in gennaio è pure in crescita (+6,7%), anche se con un tasso di sviluppo inferiore a quello fatto registrare in Italia», spiega il Centro Studi Promotor.   

domenica 1 marzo 2015

Il coccodrillo sì il maialino no

 
 
All’Expo anche il coccodrillo dello Zimbabwe. Ma il maialino sardo rimane bandito
Esportazione vietata a causa della peste suina. Nessuna deroga per l’evento di Milano
 
Ci sarà il pane carasau e non mancheranno il cannonau, il vermentino, il pecorino, i dolci e la bottarga. Ma non ci sarà il maialetto arrosto: “su proceddu”, delizia della tavola, la Sardegna non potrà farlo conoscere (e magari offrirlo) ai milioni di visitatori dell’Expò. A Milano la carne dei suini allevati nell’isola sarà assolutamente vietata. I turisti potranno gustare piatti a base di carne di coccodrillo dello Zimbabwe e anche insetti in varie salse, ma uno dei piatti più apprezzati della cucina sarda è stato messo al bando. E la stessa regola vale anche per i prosciutti e le salsicce. La ragione è molto semplice: in Sardegna è ancora diffusa la peste suina e da tempo vige il divieto assoluto di esportazione della carne di maiale e dei suoi derivati. 
Per l’Expò gli allevatori si aspettavano almeno una deroga ma il ministero della Salute e l’Unione europea per il momento hanno risposto picche. La Regione ha deciso di investire tre milioni e mezzo di euro per allestire una grande vetrina all’esposizione universale, ma il divieto di esportazione di carni e salumi scatena la protesta. Soprattutto tra gli allevatori.
La peste suina non è contagiosa per l’uomo, ma tra gli allevamenti della Sardegna il virus continua a diffondersi. Soprattutto nelle zone in cui i maiali crescono allo stato brado. I piani di eradicazione finora non hanno ottenuto risultati incoraggianti e anche per questo i turisti in arrivo all’Expò non potranno assaggiare “su proceddu” preparato secondo l’antica ricetta dei pastori. «Da tempo stiamo valutando le conseguenze di carattere sanitario e commerciale che potrebbero scaturire dall’immissione sul mercato di prodotti derivati da suini allevati in Sardegna – spiega il Ministero della Salute al notiziario economico “Chartabianca” – Uno degli elementi limitanti è che solo di recente è stato approvato un piano straordinario di eradicazione e controllo della peste suina africana. Nelle prossime settimane verranno prese in considerazione le misure messe in piedi dalle autorità sanitarie regionali per una valutazione compiuta dei risultati raggiunti».  
Dalle tavole sarde al Parlamento, "su proceddu" diventa un caso. E al ministro Beatrice Lorenzin arriva subito l’interrogazione del deputato del “Centro democratico”, Roberto Capelli: «Credo sia irragionevole che il padiglione Italia venga reso off limits ai maialetti sardi e che poi venga concessa la deroga per l’importazione di carni da nazioni con normative non in linea con i requisiti sanitari dell’Unione europea. La peste suina è un virus che arriva dall’Africa e che risulta dannoso solo per i suini. Gli allevatori sardi sono già in ginocchio per il divieto di esportazione dei loro prodotti, è inaccettabile che venga negata anche la vetrina dell’Expò». 
Sui social network il caso fa già molto discutere. E per protestare scendono in campo anche le associazioni degli allevatori: «Questa è una storia allucinante – sbotta il direttore regionale della Coldiretti, Luca Saba – In questo modo si danneggiano le ottomila aziende che rispettano alla lettera le regole e che allevano suini sanissimi e di ottima qualità». D’accordo anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Elisabetta Falchi: «Sarebbe il colmo che sui banchi dell’esposizione milanese trovassimo insetti e carni di tutto il pianeta, come quella del coccodrillo, e che il suino isolano venisse lasciato alla porta. Non si può escludere uno dei prodotti di eccellenza del made in Italy».