In gabbia

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mercoledì 26 febbraio 2014

Lettera aperta a un recensore "fake"

Caro recensore (per ora mi limito a definirti così anche se non lo meriteresti), sì proprio tu quello che con le sue manine innocenti ha digitato sulla tastiera del computer una stellina attribuita a un libro mai letto, inserito una recensione che paragona il libro recensito alla monnezza e descritto l'autore poco più che un analfabeta. 
Mi piacerebbe conoscerti, guardarti negli occhi, ma non, come sarebbe naturale, per metterti le mani addosso e farti ingoiare una ad una le parole offensive che hai usato per recensire il mio libro, ma per chiederti perché? Perché l'hai fatto? Cosa ti spinge a disprezzare in modo così astioso un individuo come te che cerca soltanto un po' di fortuna attraverso una delle più belle passioni che esistano al mondo: la scrittura.
Sei anche tu un autore? Non ti riesce di sopportare che altri vendano i loro libri e tu no? La soluzione, amico mio, non è quella di denigrare gli autori più affermati. Tu ti devi chiedere perché il tuo libro non vende. Forse non è quel capolavoro che immaginavi, forse stai sbagliando l'approccio con i potenziali lettori, forse non stai utilizzando al meglio tutti i mezzi tecnologici che oggi hai a disposizione. Il tuo obiettivo non deve essere far vendere meno libri agli altri, ma cercare di vendere di più i tuoi libri.
Hegel diceva che "tutto quello che è reale è razionale". Mi permetto umilmente di dissentire dal grande filosofo. Nel nostro caso ciò che è reale (ovvero la recensione) non è razionale. La recensione "troll" credo che sia una tipica manifestazione irrazionale della mente umana. 
Per chiudere mi limito ad esprimere un mio pensiero. Cosa può spingere un uomo ad odiare un suo simile?
Un libro in testa alle classifiche di vendita? No, mi rifiuto di pensarlo.

Un caro saluto a tutti

Angelo