La Saga di "Harry Potter"

La Saga di "Harry Potter"

lunedì 22 agosto 2016

Il segreto di Giulia



Da oggi ho deciso di riproporre settimanalmente tutti i miei libri all'attenzione dei lettori.
Inizio con "Il segreto di Giulia", il mio romanzo di esordio, un libro al quale non posso non essere particolarmente legato sentimentalmente proprio perché è stato il primo.
RICORDO CHE L'EBOOK E' IN VENDITA GRATUITA SU TUTTI GLI STORE.

Un alone di mistero aleggia sulla storia di Andrea e Giulia. Un amore apparentemente perfetto si trasforma, all’improvviso, in una relazione difficile alimentata da continue discussioni e polemiche. Il lato oscuro di Giulia, fatto di silenzi e di strane richieste, finisce per suscitare incomprensioni e sospetti da parte di Andrea, ignaro delle reali ragioni che la inducono a troncare il loro rapporto.
Tutto il romanzo si snoda sull' ingannevole scambio tra realtà e apparenza, scambio che arricchisce la trama di tinte suggestive e incisive. Caratteristica peculiare di questo delicato equilibrio è l’effetto di suspense che anima, pagina per pagina, tutto il racconto.
Le aspettative del lettore vengono continuamente disattese dal continuo gioco dialettico tra apparenza e realtà, che costituisce il fondamentale stimolo alla ideazione del plot.
Mediante uno straordinario estro creativo, l’autore intesse le maglie di una storia d’amore vissuta per anni a livello interiore.
Proprio il ricordo nostalgico di un amore ormai lontano spinge Andrea a mettersi sulle tracce di Giulia. Ma tale ricerca aprirà la via ad una serie di episodi che si succedono vorticosamente: rapimenti, omicidi, fughe.
Vittime di una realtà drammatica e amara, i due protagonisti sono, allo stesso tempo, colpevoli di un vicendevole inganno descritto dall’autore con un timbro particolarmente suggestivo, cristallino e commosso.

NOTA DELL'AUTORE:
Questa storia nasce da un evento realmente accaduto. Un giorno mi sono trovato per caso dopo 20 anni davanti al portone della casa dove abitava una mia ex alla quale ero molto legato. Ho guardato i nomi sui campanelli e ho scoperto che c'era ancora il suo cognome. Ho avuto un' irrefrenabile desiderio di suonare quel campanello. Questa vicenda capita anche al protagonista del mio libro, esattamente nello stesso modo. Io, alla fine non ho suonato e me ne sono andato. Da allora non mi è più capitato di ritrovarmi nella stessa situazione. Il protagonista del libro invece cosa farà. Suonerà o non suonerà quel campanello? Beh lo potrete scoprire soltanto leggendo il romanzo...

lunedì 1 agosto 2016

Questa è l'Italia che vogliamo !



"Ho abbracciato quell'agente perché siamo tutti figli di Taranto"
Parla la donna protagonista dello scatto che ha fatto il giro del web per tutto il fine settimana: suo figlio è malato di cancro, il poliziotto è stato malato e lo ha sconfitto.
Un abbraccio commovente. 

martedì 26 luglio 2016

Libri sotto l'ombrellone...



Se volete leggere un thriller mozzafiato in vendita gratuita su tutti gli Store, non posso non consigliarvi la lettura del mio e-Book "Pàntaclo".
Ideale da portare in spiaggia e goderselo tra un bagno e l'altro.

lunedì 18 luglio 2016

La maledizione del numero 7



Nel mio penultimo libro dal titolo “Pàntaclo” (pentacolo in latino), narro una storia molto complessa che si basa sostanzialmente sull'esistenza di una setta, “La Setta del Pàntaclo”, il cui obiettivo era quello di far avverare un’antica Profezia che prevedeva il totale sovvertimento dei credi religiosi con l'abbattimento di tutti quelli esistenti per farne prevalere uno solo: l'adorazione di Satana.
Durante la scrittura del libro mi è capitato di imbattermi spesso in date e numeri e poco a poco sono arrivato a delle scoperte sconcertanti.
Il numero della Bestia o Satana indicato nel Nuovo Testamento, nell'Apocalisse di Giovanni, è il ben noto 666.
Ma tale numero può essere anche scomposto e diventare un altro numero. Se moltiplichiamo 6 per 3 otteniamo 18. 8 meno 1 è uguale a Sette.
Ecco secondo la mia interpretazione il vero numero del demonio non è 666 bensì 7. 
Perché affermo questo? Perché tutti gli atti più efferati che hanno contraddistinto il mondo occidentale negli ultimi 15 anni hanno un comune denominatore: il numero 7.
Del resto la stessa Profezia dei Maya che era datata 21/12/2012 nascondeva il numero 7: 21+12+2012=2045   4+5-2=7

Ma vediamo i singoli eventi:
Attentato alle Torri Gemelle 11/9/2001    1+1+9+2+0+0+1=14   14:2=7
Attentati di Madrid   11/03/2004    3+2+0+0+4-1-1=7
Attentati di Londra   7/7/2005    7+7+2+0+0+5=21    21:3=7
Attentato alla sede di Charlie Hebdo   7/1/2015   7+1+2+0+1+5=16   1+6=7  
2° Attentato a Parigi   13/11/2015   1+3+1+1+2+0+1+5=14   14:2=7
Attentato a Bruxelles   22/3/2016   2+2+3+2+0+1+6=16   1+6=7
Attentato di Dacca    1-2/7/2016     2+7+2+0+1+6=18    8-1=7
Attentato a Nizza   14/7/2016   1+4+7+2+0+1+6=21     21:3=7
Tutti si chiedono perché la Francia sia la nazione più colpita dagli attentati.
Anche in questo caso la risposta potrebbe essere trovata nel numero Sette.
Quale è la data simbolo dei Francesi? Ovviamente il 14/7/1789, il giorno della "Presa della Bastiglia".
Ebbene:
Giorno 14= 14:2=7
Mese Luglio= 7
Anno 1789= 1+7+8+9=25= 2+5=7
La data simbolo della Francia contiene ben 3 volte il numero Sette! E’ incredibile, ma vero.

Ma tornando alla Profezia dei Maya, siamo sicuri che non si sia avverata?
Tutti hanno sempre inteso la Profezia come il giorno in cui ci sarebbe stata la fine del mondo.
Ma il suo significato è realmente questo? E se fosse invece la data a partire dalla quale nel mondo ci sarebbe stato caos, guerre e violenze? Non una vera e propria fine, ma l'inizio di un periodo di barbarie?
La "Primavera Araba" iniziata nel 2010 e che ha visto coinvolti tutti i Paesi del Nord Africa ha avuto una recrudescenza proprio a partire dal 2012.
Non voglio dilungarmi, ma proprio nel 2012 nella guerra civile siriana è intervenuto "Lo Stato Islamico dell'Iraq" meglio conosciuto come ISIS. L'intervento dell'ISIS ha provocato migliaia di morti e lo stesso ISIS è il mandante di tutti gli attentati avvenuti in Europa a partire dal 2015.
Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le terribili immagini delle esecuzioni sommarie operate per mano di questi folli terroristi. 
Ma l'evento che più ci interessa, è che l'ISIS ha proclamato la nascita del "Califfato" nel 2014. 
Ancora una volta il numero Sette. 2+0+1+4=

Avrei tante altre cose da dire sul numero 7 che sono presenti nel libro.
Ad esempio Papa Ratzinger si è fatto chiamare Benedetto XVI. 16=6+1=7
Inoltre è stato il 7° Sovrano dello Stato della Città del Vaticano nonché il Pontefice tedesco nella Storia della Chiesa Cattolica.
Sono consapevole che queste teorie possono provocare molto scetticismo. Ma vi assicuro che io non ho mai manipolato i numeri delle date aggiungendo altri numeri o togliendone alcuni. Ho sempre e soltanto utilizzato tutti i numeri delle singole date.
D’altra parte la statistica ci insegna che un numero, in questo caso il famigerato 7, ha le stesse probabilità di uscire alla pari di tutti gli altri numeri.
A questo punto, anche per soddisfare la curiosità che spero di avere suscitato nei lettori, non vi resta che leggere l'e-Book che, ricordo, è in vendita gratuita su tutti gli Store.

Buongiorno a tutti.

venerdì 1 luglio 2016

E sono 11 !



Ebbene sì sono 11.
Da oggi anche "Pàntaclo" e "Crime" sono in vendita gratuita su tutti gli Store.
Con questi due eBooks, sono dunque 11 i miei libri acquistabili senza spendere un centesimo.
Lascio ai lettori giudicare questa iniziativa che non ha eguali nel panorama editoriale italiano. 

martedì 21 giugno 2016

Un'occasione da non perdere !



Vi piace leggere?
Vi piacciono i thriller?
Volete acquistare dei libri senza spendere un centesimo?
Bene. Io sono la vostra soluzione.
Già ora sono in vendita gratuita (6 su Amazon e 8 su tutti gli altri Store) i miei libri.
Presto se ne aggiungeranno altri 2.
Ciò farà di me L'UNICO AUTORE ITALIANO che vende gratuitamente tutti i suoi libri.
Più di così francamente non posso fare.
Adesso tocca a voi lettori dimostrare che questa mia iniziativa editoriale che non ha eguali, abbia successo.   

lunedì 13 giugno 2016

Quella di Orlando non è soltanto una strage di froci



Aurelio Mancuso, ex presidente dell'Arcigay e fondatore di Equality Italia, ci accusa di rimanere sostanzialmente in silenzio di fronte alla "strage di froci" avvenuta nella discoteca Pulse di Orlando, in Florida.
Le nostre bacheche social non colano indignazione e solidarietà, sostiene Mancuso, perché le vittime erano tutte omosessuali e probabilmente nell'inconscio collettivo sta agendo un rimestatore ignobile che ci sussurra omofobicamente: "Se la sono cercata".
Di fronte a questa accusa personalmente rimango basito, specialmente a poche settimane dall'approvazione della legge sulle unioni civili per la quale moltissimi etero hanno esultato insieme alla comunità omosessuale. E anche in queste ore l'attenzione mediatica, che spesso coincide con l'attenzione e l'empatia delle persone comuni, è massima nei confronti di quello che inequivocabilmente è un attentato gravissimo contro la comunità gay.
A parte gli omofobi dichiarati che in qualche modo minimizzano la portata della tragedia collegandola ai costumi lascivi gay e trasgender, non penso affatto che per gli italiani quella di Orlando sia soltanto una "strage di froci" e che le vittime del Bataclan abbiano invece ottenuto un posto al caldo nel nostro cuore. Per tre motivi.
Il primo lo riprendo dal Washington Post. A 24 ore dalla peggiore sparatoria di massa degli Stati Uniti - 50 morti - il quotidiano americano offre una lettura dell'evento assai convincente: la mattanza al Pulse è la sintesi perfetta dei tre nodi cruciali della politica e della società statunitense e cioè i diritti dei gay, la normativa sulle armi e il terrorismo.
Il presunto killer ha chiamato il 911 per dichiarare di essere un affiliato dell'Isis; il padre racconta che era rimasto schifato quando a Miami aveva visto due omosessuali darsi un bacio; la settimana prima di compiere la strage è entrato in un negozio di armi e ha acquistato un fucile d'assalto AR-15, protagonista di altre stragi di massa negli Stati Uniti.
Le tre caratteristiche insieme stanno mandando in tilt l'opinione pubblica e non soltanto in America. Mai come in questo momento noi osservatori e lettori ci sentiamo tirati per la giacchetta da coloro che ci spiegano perché e per chi dobbiamo indignarci davvero: contro l'islam, contro l'omofobia, contro le armi.
Questa confusione si unisce alla generale apatia nei confronti degli attentati terroristici. Abbiamo pianto molto per le vittime del Bataclan, è vero, ma non abbiamo pianto altrettanto per le vittime Isis dell'hotel di Bamako per i libanesi uccisi nell'attentato di Beirut.
Tutto il mondo ha singhiozzato per Aylan, il bimbo morto annegato nel mar Egeo, ma dopo la foto di quel piccolo corpo sulla spiaggia sono annegati altri 700 bambini, dei quali esiste e viene pubblicata a volte l'immagine senza suscitare un sentimento lontanamente analogo.
Questa volta i piani sono molteplici e spingono alla paralisi. Lo stesso Barack Obama ha condannato la strage definendola "un atto di terrorismo e un gesto di odio", combinando dunque il terrorismo (Isis, ma non l'ha detto) con l'omofobia portata alle estreme conseguenze.
E' proprio l'inscindibilità dei tre fattori a impedire che quella di Orlando sia semplicemente - si fa per dire - un orribile atto contro la comunità omosessuale. Questo perché sappiamo che con quello stesso fucile semiautomatico altri terroristi di varia ispirazione hanno trucidato disabili, studenti, neri, ragazze e ragazzi. E sappiamo che con la stessa affiliazione all'Isis sono stati uccisi orribilmente i ragazzi del Bataclan o i turisti che alloggiavano nell'hotel di Bamako (ma dei quali a nessuno importava, proprio come i "froci").
Il cortocircuito è evidente nel tweet di Donald Trump che ringrazia i suoi sostenitori: "Apprezzo le congratulazioni per aver avuto ragione sul terrorismo islamico radicale". Trump non menziona naturalmente la pericolosità delle armi - è un fanatico sostenitore della loro libera circolazione - né il movente omofobo: ha promesso che se sarà eletto farà fare marcia indietro ai matrimoni omosessuali.
Il secondo motivo per il quale gli italiani, come europei, si mostrano ora freddi è che nella nostra mente qualsiasi strage di massa viene riportata alla (per noi) insensata facilità con la quale un americano qualunque può comperare un arsenale e sparare all'impazzata in una scuola, in una chiesa, in un centro per disabili oppure - questa volta - in una discoteca gay.
E' questo che avviene, prima di ogni altra considerazione sulla vita delle vittime o sul movente del terrorista.
In terzo luogo: ci sentiamo tutti potenziali obiettivi. Se gli etero non possono sentirsi bersaglio dell'omofobia, è anche vero che conducono la stessa vita degli omosessuali e se dobbiamo forzatamente introdurre un antipatico "noi" e "voi", allora possiamo dire che noi etero andiamo spesso nelle stesse discoteche dei gay, partecipiamo ai Gay Pride, prendiamo lo stesso aereo dei gay, usiamo la stessa metro e beviamo vino con gli amici negli stessi bistrot di Parigi.
Se qualcuno nota poca empatia non è perché le vittime del Pulse erano "froci", ma proprio perché non vediamo alcuna differenza tra "froci", etero, bianchi e neri.
L'irruzione del terrorismo islamico in Occidente sta toccando i nervi scoperti della nostra identità e apporta ragionamenti paradossali sulla libertà delle donne, sui diritti civili, sull'accoglienza, sul ruolo della fede nell'opinione pubblica, sul rapporto con il mondo islamico. Il terrorismo Isis ci costringe a guardarci allo specchio, a vedere le nostre mancanze.
Aurelio Mancuso vede nella strage del Pulse una cartina tornasole della nostra omofobia latente, e ho spiegato perché secondo me non ha ragione. Resta il fatto che episodi gravissimi come quello di Orlando agiscono come una centrifuga impazzita, lasciandoci stremati.

giovedì 9 giugno 2016

Virginia Raggi, storia di una Città che nessuno voleva governare



I Pentastallati stanno già stappando le bottiglie di spumante per brindare al trionfo di Virginia Raggi alle Elezioni di Sindaco di Roma.
Ma è veramente stato tutto merito della bella Virginia? Oppure c'è lo zampino dei vecchi marpioni della politica italiana?
Diciamo subito una cosa: dopo due Amministrazioni fallimentari, Roma si trova in una situazione disperata. Non funziona nulla. Non funzionano gli asili nido, non funzionano i trasporti pubblici, non funziona la raccolta dell'immondizia, non funziona la sanità. E' uno sfacelo totale.
E poi ci sono le inchieste giudiziarie in pieno svolgimento con Mafia Capitale.
E in queste condizioni quale pazzo politico di peso dei partiti tradizionali si sarebbe preso la briga di rischiare di vincere le Elezioni?
Ed ecco che il Centrodestra si presenta diviso, pur avendo un nome forte come la Meloni (a Milano non hanno avuto alcuna difficoltà ad allearsi tutti per sostenere Parisi) per non rischiare di andare neppure al ballottaggio mentre il PD presenta il candidato più debole possibile, che dovrà per forza andare al ballottaggio, ma che non ha neppure una probabilità di vincere. Giachetti mi fa lo stesso effetto di una camomilla. Quando lo sento parlare mi si abbassano le palpebre. Secondo me non avrebbe vinto a Roma neanche se il suo avversario fosse stato Mastella.
Il piano per portare la Raggi al Campidoglio è perfettamente riuscito.
Ma perché tutto questo? Perché governare oggi Roma è più difficile che governare l'Italia intera.
E i grillini saranno costretti a smettere di urlare contro i provvedimenti altrui ma dovranno badare ai propri consapevoli che saranno sotto la lente di ingrandimento del mondo intero per ciò che faranno.
E PD e Centrodestra non vedono l'ora di impallinare la Raggi per dimostrare che se il M5S non è in grado di governare Roma, come può candidarsi a governare l'Italia?
Nel 2018 si vota e se a Roma le cose dovessero andare male, il Movimento pagherebbe un prezzo altissimo a livello nazionale.
Il biscotto è servito. Auguri Virginia.